Confessione di una MILF che ama avere una lingua sulla figa

Pur essendo una donna di 60 anni amo ancora fare sesso.

Forse perché ho scoperto questo piacere un po’ tardi, forse perché adesso ci sono tanti giovani smaniosi di farlo con donne mature. Non saprei motivare il fenomeno con sicurezza ma quello che so è che mi godo questo momento. In tutti i sensi.

Il mio ragazzo del momento è Roberto, uno studente universitario incontrato per alcune ripetizioni.

Non è passato molto tempo che dessi ben altro tipo di ripetizioni a Roberto, ne aveva così bisogno.

Gli uomini non sanno come leccare una figa perché conoscono un solo tipo di sessualità ma non è certamente una colpa.

Il mio compito è aprire lati della loro mente e avvicinarli più a quelli di una donna.

Sono da sempre un’amante del sesso orale, amo avere una lingua sulla figa ma sono pochi gli uomini che sanno farlo veramente.

La prima volta che ho educato Roberto su come farlo era durante una delle infinite ripetizioni che abbiamo fatto. Ero seduta al tavolo e mi sono tolta le mutandine appoggiandole sul tavolo.

Gli ho detto di sniffare quelle mutandine e dirmi cosa sentiva. Mi ha risposto una banalità come un’altra e l’ho bacchettato su una mano. Non riusciva a vedere oltre.

Gli ho quindi ordinato di andare sotto il tavolo, come un cane e sniffare direttamente alla fonte, riponendo nuovamente quella domanda. La sua risposta sapere qual è stata?

Sentiva l’odore dell’istinto, della bestialità, della vita. Ho toccato la sua nuca con la bacchetta e l’ho spinto ancora più vicino. Le sue labbra toccavano la mia figa e ha cominciato a leccarla come un cane, come aveva visto fare in qualche video a luci rosse di serie B.

Ancora una volta l’ho bacchettato, leccare la figa significa andare per gradi e cominciare dai piedi per poi salire gradualmente. Sentivo la sua lingua scorrere lungo i polpacci, poi le ginocchia fino all’interno coscia. La cosa finalmente cominciava a piacermi ma eravamo ancora lontani dal Paradiso.
Le sue labbra erano morbide mentre baciava la mia vulva e strofinava il suo accenno di barba sul monte di Venere. Gli ho mostrato come muovere la lingua succhiandogli il capezzolo.

Da alunno modello ha capito perfettamente e si è fiondato sul mio clitoride, riproducendo gli stessi movimenti che gli avevo fatto vedere. A volte esagerava troppo e lo bacchettavo per riportarlo alla normalità.

Accarezzavo la sua testa come un cagnolino e ogni tanto lo spingevo più dentro. A un certo punto lo sento allargare le mie labbra mentre ammirava lo spettacolo. Spinge la lingua tesa verso il buco supremo e comincia a penetrarmi in questo modo mentre con le dita continua ad accarezzare il clitoride.

I miei umori lo allagano e scendono copiosamente. Stringo le gambe intorno al suo collo per tenerlo imprigionato, è quello il suo posto. Tra le mie cosce.

Roberto vuole migliorare sempre di più e si lascia andare ad un’estasi orale che gli avrei dato la lode se non avesse aggiunto una chicca meravigliosa.

Introduce un dito, poi due, poi tre.

Spinge in fondo quelle dita sottili mentre la sua lingua si occupa unicamente del mio clitoride. Vorrei alzarmi, andare in camera, spogliarlo nudo e godere secondo i crismi ma non posso fermarlo proprio in quel momento.

Non posso fermarmi nemmeno io.

Il piacere cavalca come un pazzo e sento l’orgasmo sopraggiungere. Gli spingo la testa sempre più forte fino a sentire il polso dolente, ed è lì che esplodo in un orgasmo potente. Roberto continua a leccarmi delicatamente la figa mentre pian piano l’orgasmo si dissipa e io posso finalmente continuare con la ripetizione.

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